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09gennaio

Età biologica e prevenzione

L’età anagrafica di un individuo è quella che deriva direttamente dalla sua data di nascita, può coincidere con quella biologica (vera età di usura), ma spesso ne differisce e anche non di poco. Nel 2015 sono stati pubblicati due studi molto interessanti a riguardo, soprattutto perché i due gruppi di lavoro sono arrivati ad analoghe quantificazioni attraverso metodi differenti. Il gruppo della Duke University-USA ha utilizzato nel suo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, circa 1.000 volontari di 38 anni, sottoponendoli ad una batteria di test:

  • forza della mano
  • equilibrio su un piede solo
  • quiz di intelligenza
  • salute delle gengive
  • capacità respiratoria
  • esami ematici
  • prove epatiche
  • test cardiaci
  • indice di massa corporea
  • girovita e funzioni del sistema immunitario.

Assegnando un punteggio a ciascun test, i ricercatori guidati da Dan Belsky hanno calcolato l’età biologica dei loro volontari e l’hanno confrontata con l’età anagrafica, trovando discrepanze anche di 23 anni, evidenziando così un possibile range di età compreso fra i 28 e i 61 anni.

Un team di ricercatori, invece, della Norvwegian University and Technology di Trondheim, testando oltre cinquemila partecipanti alle Olimpiadi della terza età (età media 68 anni), in base al sesso, al battito cardiaco a riposo, alla circonferenza vita ed all’esercizio di routine praticato, ha riscontrato che l’età di forma fisica era di circa 20/25 anni inferiore rispetto a quella anagrafica. E questo sia nel sesso femminile che in quello maschile.

La biologia molecolare ha da tempo (2013) fornito un importante marcatore biologico, grazie alla scoperta quasi casuale di Steve Horvath, genetista e bioinformatico dell’Università di Los Angeles, basato sul livello di metilazione del Dna di una cellula, in grado di marcare con precisione l’età biologica dell’individuo cui quella cellula appartiene. L’orologio dell’età biologica di Horvath, in passato molto contestato dalla comunità scientifica in quanto non si è mai chiarito se le concentrazioni di gruppi metilici (CH3) del DNA siano causa o effetto dell’invecchiamento, ha comunque una precisione vicina al 100% nella misurazione del grado di invecchiamento dei tessuti del corpo.Un altro grande mistero è rappresentato dal perché le cellule di  un individuo riportino impressa nel proprio Dna l’età dell’individuo stesso anche quando si siano formate solo da pochi giorni o addirittura solo da pochissime ore. Comunque con tale metodica di Horvath si è perfino constatato che non solo alcuni individui invecchiano più rapidamente di altri, ma che anche all’interno di uno stesso individuo ci sono tessuti che invecchiano più velocemente rispetto agli altri. Il cervelletto per esempio resta sempre la parte più giovane del corpo, mentre l’obesità accelera l’orologio biologico di un organo come il fegato. Ed ancora: l’infezione dell’Hiv aumenta significativamente l’età di cervello e sangue, così come la sindrome di Down. Le cellule del cancro hanno un’età biologica di alcuni decenni superiore rispetto ai tessuti sani. Il seno e le ossa sono fra gli organi più “consumati”, mentre il cuore fra i più “giovani”. Le cellule staminali, essendo abbondanti negli embrioni nelle prime fasi di sviluppo, sono ferme a pochi istanti di vita anche quando si trovano in un individuo adulto.

Con questo nuovo strumento si possono ormai misurare l’efficacia delle differenti tecniche antinvecchiamento, dalla adozione di una dieta mediterranea, allo svolgimento di esercizio fisico per esempio. Sono tuttavia molteplici i fattori che influenzano la velocità con cui il nostro corpo invecchia, come la genetica, lo stress, la dieta e l’esercizio fisico, ed il discorso può funzionare in entrambi i sensi.

Pertanto alcuni soggetti possono essere molto più in forma di quanto la loro età suggerisce, attuando un corretto stile di vita: alimentazione controllata e ben bilanciata, con preferenze mediterranee nella scelta dei cibi, abolizione di fumo e stress, contrasto alla sedentarietà con esercizio fisico prevalentemente di tipo aerobico (rispettoso dei giusti ritmi, delle giuste frequenze e soprattutto delle giuste pause), attiva vita sociale. Altre persone invece dimostrano molti più anni rispetto alla propria età anagrafica, generalmente si tratta di individui che adottano uno stile di vita sbagliato: iperalimentazione con abuso di proteine animali, fumo, stress, sedentarietà, mancanza di attività socializzanti. Nell’adottare uno stile di vita corretto, naturalmente, non occorre rivolgersi alla costosissima biologia molecolare di Horvath per monitorarne gli effetti, questa metodica è giusto  riservarla ai centri di eccellenza universitaria, la cui ricerca necessita del maggiore rigore scientifico possibile.

 

WellFit&BioAge - MED4FIT

 

Nella pratica quotidiana si stanno ormai diffondendo sempre più sistemi integrati di monitoraggio del grado di forma fisica e del calcolo dell’età biologica che non necessitano di alcun esame di laboratorio, né tantomeno di complicati trasduttori esterni di rilevazione dei fattori di rischio. Si tratta di sistemi statistici di primo impatto, il cui unico scopo è rappresentato dalla semplicità di esecuzione dei test per monitorare i parametri e le caratteristiche che compongono un profilo di forma fisica e dalla essenzialità del calcolo della BIOAGE, sensibilizzando così alle problematiche della prevenzione, soprattutto cardiovascolare e metabolica, il maggior numero di persone possibili. Si ottiene così un fattivo coinvolgimento delle persone stesse nell’attuazione di un corretto stile di vita, in quanto l’analisi integrata oltre a coinvolgere, diverte e pertanto è  facilmente ripetibile nel tempo e quindi raffrontabile. Anche per minimi riscontri integrati di miglioramenti dei vari parametri in esame si ottiene una immediata gratificazione che si traduce in un mantenimento del nuovo e corretto stile di vita.

Al semplice dubbio di situazioni di rischio medio-elevato si ricorre infine a tutte quelle altre metodiche laboratoristiche e mediche che i protocolli di valutazione e prevenzione codificano universalmente. L’utilità pertanto dell’impiego dei sistemi statistici integrati di valutazione funzionale risiede solo nell’attuazione immediata di screening di massa ed è per tale motivo che i software Wellfit e BioAge di Med4Fit appaiono gli strumenti ideali per il raggiungimento di tale obiettivo.

Scritto da MED4FIT Staff  Il 09 Gen 
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