+39 389 8442541
18febbraio

Europa e malattie cardiovascolari nel 2017

Sono stati pubblicati il 13 febbraio del corrente anno i dati dello European Heart Network 2017, riguardanti aspetti molto importanti e utili sulle malattie cardiovascolari in Europa. La lettura di questi dati suggerisce alla nostra redazione spunti di riflessione sull’analisi della problematica in questione e sui provvedimenti da intraprendere nell’immediato, non solo per arginare i danni, ma soprattutto per incidere subito sui risvolti sociali negativi in tempi di ristrettezza economica. Di seguito riportiamo l’articolo per intero tratto da: European cardiovascular disease statistics 2017.European heart network. 13 feb 2017

“Aumentano in Europa le persone con malattia cardiovascolare (CVD, cardiovascular disease), ma calano i tassi di mortalità, soprattutto in 12 Paesi Ue. Le malattie cardiovascolari costano 210 miliardi di euro l’anno all’Unione europea: il 33% in più dell’intero budget del 2017. Questi i dati principali dello European Heart Network 2017, pubblicato il 13 febbraio. Il report rivela che i tassi di mortalità e morbilità cardiovascolare, come la prevalenza dei principali fattori di rischio, tendono a essere più elevati nei Paesi centro-orientali: valori più bassi e in calo si registrano nell’area centro-occidentale, settentrionale e mediterranea.

A fronte di una riduzione dei dei tassi di mortalità, le malattie cardiovascolari in Europa sono ancora responsabili del 45% dei decessi. Nel report si legge che più di 85 milioni di persone vivono con CVD: numero in continuo aumento da circa vent’anni che spiega l’incremento dei costi diretti e indiretti della malattia.

Tra i fattori di rischio in aumento, la relazione indica  che i livelli di obesità rimane alto in tutta l’Europa e la prevalenza di diabete è cresciuto rapidamente negli ultimi dieci anni, di oltre il 50%, in alcuni Paesi. Se non si inverte la tendenza, l’onere per le malattie cardiovascolari, sia in termini di sofferenza umana sia di costi economici, è destinato a salire.

Una buona notizia però c’è: le patologie cardiovascolari si possono prevenire con lo stile di vita. Tra i fattori chiave, riportati nel report e ancora poco praticati: alimentazione adeguata, attività fisica regolare e smettere di fumare. A tale proposito le statistiche rivelano che il tasso di fumatrici in UE è superiore a quello europeo complessivo, mentre per gli uomini non c’è differenza. La strada per la prevenzione è ancora lunga, ma è la via maestra da percorrere per poter sostenere i costi sia in  termine di salute che di sostenibilità.”

Tale articolo ci suggerisce una pluralità di considerazioni. Se dunque la prevenzione è l’unica e vera strategia individuata per affrontare in maniera concreta ed economica la drammatica problematica delle malattie cardiovascolari in Europa, occorre conoscere bene le sue componenti e realizzarla nel modo più economico e veloce possibile.

La prevenzione deriva dall’analisi dei vari fattori di rischio cardiometabolico di ogni individuo, integrando tra loro i risultati ottenuti, per correggere eventuali errori nello stile di vita.

Negli screening di massa di primo impatto si utilizzano i seguenti parametri non laboratoristici:

  1. CARDIOVASCOLARI: pressione arteriosa sistolica, pressione arteriosa diastolica e frequenza cardiaca (tutti parametri rilevati a riposo);
  2. METABOLICI: percentuale di grasso corporeo cutaneo, circonferenza addominale massimale (indice indiretto del grasso endogeno addominale), massa magra muscolare (in cm di circonferenza muscolare brachiale);
  3. MISTI: condizionamento aerobico (stato cardiometabolico di un organismo condizionato  in positivo o in negativo dal grado di attività fisica prevalente negli ultimi 30-40 giorni);
  4. FUNZIONALI: flessibilità ( condizionata in positivo o in negativo dalla circonferenza addominale massimale e dal livello di attività fisica prevalente negli ultimi 30-40 giorni) e forza arti superiori.

 

Tra i parametri di laboratorio che servono ad approfondire eventuali situazioni di rischio, sono senza dubbio di enorme valore analitico le determinazioni sulla GLICEMIA, sulle varie componenti del PROFILO LIPIDEMICO ed EMOCOAGULATIVO e sulla determinazione indiretta della CAPACITÀ AEROBICA in equivalente metabolico (MET) derivata da un test da sforzo massimale.

Da qui nasce la necessità di utilizzare sistemi integrati di valutazione funzionale (v. il WELLFIT di Med4fit),  che dall’analisi dei singoli parametri definiscono compiutamente uno stato di forma fisica, facilmente raffrontabile nel tempo grazie alla sua facile ripetizione.

Piccoli miglioramenti dei singoli parametri indagati, possono conseguire nel loro insieme un notevole miglioramento dello stato di forma fisica generale, gratificando così l’utente nell’immediato e coinvolgendolo sempre più nel conseguimento del corretto stile di vita: spostamenti a piedi, limitazione all’uso dell’ascensore, tenore alimentare parco, qualità mediterranea nella scelta degli alimenti, abolizione del fumo, attività fisica socializzante in palestra o all’aperto in compagnia, ecc….

Prevenire o attenuare con un corretto stile di vita la malattia cardiovascolare rappresenta oramai l’unica via percorribile, in quanto il costo delle terapie e dei ricoveri non è più sostenibile in termini di costi sociali.

BioAge - MED4FIT

Scritto da MED4FIT Staff  Il 18 Feb 
  • 2017, europa, malattie cardiovascolari, prevenzione, stile di vita
  • Commenti 0

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *