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27marzo

L’importanza di uno stile di vita corretto

jK13O2d0MIyqNel 2015 il Ministero della Salute ha firmato un protocollo di intesa con l’Associazione Rete italiana Città Sane (associazione riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) per realizzare iniziative condivise per la promozione della salute e lo sviluppo di condizioni ambientali che favoriscano la diffusione di sani stili di vita. Secondo i dati dell’ OMS, infatti, in Europa l’86% dei decessi ed il 76% della perdita di anni di vita in buona salute sono provocati da patologie croniche (ipertensione arteriosa, diabete mellito, sovrappeso ed obesità, cardiopatia ischemica, cerebrovasculopatie, malattie respiratorie croniche, sindromi ansioso depressive e neoplasie) che hanno in comune fattori di rischio modificabili (scorretta alimentazione, sedentarietà, stress, fumo, abuso di alcol). Questi fattori di rischio, che spesso si instaurano fin dalla primissima infanzia, sono causati da comportamenti che dipendono solo in parte da scelte individuali, infatti l’ambiente fisico e sociale esercita spesso una forte pressione e facilita l’adozione di stili di vita non salutari. Nel protocollo di intesa è emerso chiaro il concetto che per realizzare appieno tutte le finalità del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 (PNP) basato essenzialmente  sul contrasto ai sopracitati fattori di rischio modificabili, occorre superare la visione del problema come entità esclusiva del settore sanitario, per arrivare ad una definizione più realistica del problema stesso, sviluppando in tal modo azioni sinergiche e trasversali mediante collaborazioni intersettoriali da attivare nei luoghi e nei contesti sociali in cui le persone vivono, lavorano e interagiscono tra di loro. Appare evidente quindi che solo portando avanti politiche concrete su problemi quali: mobilità sostenibile, sana alimentazione, corretta attività fisica, condivisione del tempo libero in attività socializzanti, e coinvolgendo tutte le organizzazioni pubbliche e private che operano in questi settori, si potrà contrastare veramente la diffusione di tutti quegli stili di vita scorretti che inesorabilmente conducono nel tempo alle succitate patologie croniche ormai definibili anche sociali.

Dal nostro punto di vista, un ruolo di primaria importanza nella lotta alla diffusione del fumo, dello stress e della iperalimentazione associata a sedentarietà, è sicuramente svolto dalle società sportive e dalle palestre private, soprattutto grazie all’opera degli istruttori e dei personal trainer. Queste figure infatti hanno acquisito sempre più nel tempo valenza sociosanitaria oltre che tecnica, in quanto il livello delle loro conoscenze scientifiche ormai ha ben poco da invidiare a quello degli operatori sanitari. Pertanto occorre dotare gli ambiti in cui operano delle più moderne e funzionali metodiche ed attrezzature, onde renderli sempre più artefici della gestione delle problematiche di recupero psicofisico.


MEDforFIT-LogoIl vero problema a riguardo è rappresentato dalla quantificazione ripetibile e raffrontabile nel tempo dello stato di forma fisica derivante da un determinato stile di vita. La risoluzione di tale problema rappresenta contemporaneamente l’immediata gratificazione che occorre per coinvolgere sempre più  l’utente nel programma di recupero stesso. Quantificare un sovrappeso in fondo è molto semplice, basta dare un valore in Kg in più da ridurre, come pure di Kg da conseguire per recuperare un deficit di forza muscolare. Un po’ più complesso, ma pur sempre risolvibile, è quantificare in MET un deficit di resistenza. Così come ancor più difficile è definire un deficit di flessibilità, soprattutto se non si ricorre ad un raffronto improponibile con un altro individuo la cui flessibilità non può che essere geneticamente differente. Molto più complesso è arrivare alla quantificazione della % di massa magra o grassa di un organismo. Sono tutti problemi in ogni caso singolarmente risolvibili, che tuttavia se affrontati in una visione d’insieme definiscono uno stato di forma fisica globale dell’individuo, soprattutto se vengono considerate anche misurazioni cardiovascolari di base (pressione arteriosa e frequenza cardiaca).

Da qui nasce la necessità di utilizzare sistemi integrati di valutazione funzionale, che dall’analisi dei singoli parametri definiscano compiutamente uno stato di forma fisica, facilmente raffrontabile nel tempo grazie alla ripetizione e confrontabilità nel tempo dei test effettuati. Piccoli miglioramenti dei singoli parametri indagati, possono conseguire nel loro insieme un notevole miglioramento dello stato di forma fisica e del proprio benessere in generale, gratificando così l’utente nell’immediato e coinvolgendolo sempre più nell’adozione del corretto stile di vita: spostamenti a piedi, limitazione all’uso dell’ascensore, tenore alimentare parco, qualità mediterranea nella scelta degli alimenti, abolizione del fumo, attività fisica socializzante in palestra o all’aperto in compagnia, etc. Da non sottovalutare infine l’aspetto della ricaduta economica che ne consegue per tutta  la comunità in cui vive il soggetto affetto da una o più delle patologie croniche invalidanti. Prevenire o attenuare con un corretto stile di vita la malattia cronica invalidante rappresenta oramai l’unica via percorribile, in quanto il costo sociale delle terapie e dei ricoveri non è più sostenibile.

redazione scientifica M4F

Scritto da MED4FIT Staff  Il 27 Mar 
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